Loading
IT
EN
FR
DE
ES
IT
EN
FR
DE
ES
Contemporary Monogatari: nuove narrazioni giapponesi Mostra tutte le foto
Contemporary Monogatari: nuove narrazioni giapponesi Mostra tutte le foto
Contemporary Monogatari: nuove narrazioni giapponesi Mostra tutte le foto
Contemporary Monogatari: nuove narrazioni giapponesi Mostra tutte le foto
Contemporary Monogatari: nuove narrazioni giapponesi Mostra tutte le foto
Contemporary Monogatari: nuove narrazioni giapponesi Mostra tutte le foto
Contemporary Monogatari: nuove narrazioni giapponesi Mostra tutte le foto
conclusa

Contemporary Monogatari: nuove narrazioni giapponesi

Dal 12 dicembre al 5 maggio 2024

MAO - Museo d’Arte Orientale

MAO - Museo d’Arte Orientale

Via San Domenico, 9-11, Torino

Aperto adesso: dalle 10:00 alle 18:00

Profilo verificato


Un delicato kesa, il mantello rituale buddhista, accanto a un minimale kimono fatto di corda annodata; la struttura imponente delle armature dei samurai di fianco ai video delle performance Umbrella dance e In the garden; le stampe lignee ottocentesche in dialogo con le fotografie che raffigurano attori kabuki: nel nuovo riallestimento della galleria giapponese del MAO, che accosta opere delle collezioni permanenti e lavori dell’artista giapponese Kazuko Miyamoto (Tokyo, 1942), convivono epoche e linguaggi diversi, che offrono punti di vista distanti ma collaterali su tematiche e simboli ricorrenti e stratificati. 

Contemporary Monogatari: nuove narrazioni giapponesi, che apre al pubblico il 12 dicembre, a cura del direttore Davide Quadrio insieme allo staff del MAO e realizzato in stretto dialogo con la direttrice del Museo Madre di Napoli, Eva Fabbris, propone un’esplorazione della pratica artistica di Kazuko Miyamoto in dialogo con gli spazi e le opere esposte al secondo piano della galleria giapponese del MAO. In questo progetto espositivo il presente si infiltra in una costellazione composta di oggetti provenienti dal passato che, grazie alla contaminazione, trovano nuova vita e nuove possibilità di significato.


Il riallestimento si apre con l’opera di Miyamoto Kimono/corde (2003), una sagoma di kimono stilizzata realizzata in corda, materiale povero emblema dell’essenzialità del minimalismo, posta in contrasto con la matericità serica e raffinata dei kesa delle collezioni permanenti del museo, tre esemplari del XIX secolo decorati con elaborazioni astratte e geometriche di motivi ispirati al mondo naturale, quali fiori e nuvole. 

L’accostamento fa riferimento ai metodi di produzione artigianali dei due indumenti: analogamente ai mantelli rituali buddhisti infatti, anche i kimono sono tradizionalmente realizzati assemblando rettangoli di seta. La loro forma non è destinata ad assecondare le curve del corpo, ma ad avvolgerle, nascondendole. Attraverso il processo creativo, Miyamoto scarnifica l’originale struttura del kimono, uno dei simboli più potenti e universali del Giappone, e, attraverso un estremo gesto di sottrazione, la trasforma in un soggetto anatomico, uno scheletro che, però, del soggetto originale conserva l’essenza profonda.

Leggi di più

Altre Mostre

a Torino

Ricerche correlate

Marco Polo
Giuseppe Primoli e il fascino dell’Oriente
FAKE, INGANNATI E INGANNATORI
Marco Polo