Dal 8 novembre al 18 gennaio 2026
L’Umbria rende omaggio a Mimmo Paladino (Paduli, BN, 1948), una delle figure dell’arte contemporanea italiana più conosciute e apprezzate a livello internazionale, e Paladino rende omaggio all’Umbria, alle sue tradizioni e ai suoi paesaggi straordinari, grazie a una serie di iniziative frutto della collaborazione tra i Musei Nazionali di Perugia-Direzione regionale Musei Nazionali Umbria, il Comune di Perugia e la Fondazione Perugia.
Dall’8 novembre 2025 al 18 gennaio 2026, tre fra le più prestigiose sedi museali del circuito nazionale umbro – laGalleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, la Rocca Albornoz di Spoleto e Palazzo Ducale di Gubbio – ospiterannoun’ampia antologica di Mimmo Paladino, curata da Costantino D’Orazio, Direttore dei Musei Nazionali di Perugia, e Aurora Roscini Vitali, storica dell’arte dei Musei Nazionali di Perugia, insieme con l’artista stesso.
Grazie a oltre sessanta opere provenienti da collezioni italiane ed estere, alcune delle quali presentate una sola volta e mai più proposte dall’artista, andrà in scena un racconto storico-critico dell’intero itinerario creativo di Mimmo Paladino che, da un lato, evidenzia la complessità della sua poetica nel corso di oltre cinquant’anni di attività, dagli anni Settanta fino al giorno d’oggi, e dall’altro, restituisce con chiarezza alcuni snodi fondamentali della sua carriera. Il progetto si è avvalso della piena collaborazione del Maestro, che ha messo a disposizione i suoi archivi e partecipato in prima persona alla costruzione del percorso espositivo, nel quale i criteri cronologici e scientifici convivono con accostamenti che intrecciano rigore e suggestione.
A Gubbio trovano spazio alcuni lavori particolarmente significativi degli ultimi due decenni. Una scelta piuttosto mirata è stata quella di inserire due opere che prevedono l’utilizzo della carta come supporto: 1799 (2009), i cui fogli con teste e volti sono piegati e incastrati all’interno di una scala, di reminiscenza poverista; 33 canti (2016), che prevede comunque l’incastro dei fogli, ma a comporre una danza di apparizioni umane, tra luce e ombra. Si rimanda così indirettamente anche all’impressionante corpus grafico dell’artista.
L’universo anti-simbolico di Paladino è intatto negli anni, articolando un alfabeto che non rimanda a significati precisi: la presenza di numeri, come una cabala personale (Senza titolo, 2007, Collezione Christian Stein, Milano); l’introduzione dei rami, propaggini leggere e aeree di molte opere (Senza titolo, 2016, Collezione Cardi, Milano); le presenze animali, all’interno di un bestiario fantasioso ed evocativo (le libellule di Mishima, 2021, Collezione privata).
L’antologica chiude con opere realizzate nel 2025: la grande tela risolta quasi in monocromia, dove si ritrovano numeri, teste e rami; le tre “porte”, ovvero tre tele dove la presenza della figura umana, nera su fondo d’oro, si colloca dentro uno schema trilitico in rosso inteso, architettonico e, in qualche modo, “prospettico”. Sulla sua superficie, forme e segni riferiscono della profondità sconfinata dell’universo figurale, materico e cromatico dell’autore.
Via della Cattedrale, 1, Gubbio, Italia
Orari di apertura
| apre - chiude | ultima entrata | |
| lunedì | 14:00 - 19:30 | 19:00 |
| martedì | 08:30 - 19:30 | 19:00 |
| mercoledì | 08:30 - 19:30 | 19:00 |
| giovedì | 08:30 - 19:30 | 19:00 |
| venerdì | 08:30 - 19:30 | 19:00 |
| sabato | 08:30 - 19:30 | 19:00 |
| domenica | 08:30 - 19:30 | 19:00 |
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