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Napoli, Campania, IT chiuso visita il museoarrow_right_alt

conclusa Mathilde Rosier

A cura di: Andrea Viliani

La mostra

La collezione del Madre si amplierà con la donazione da parte dell’artista Mathilde Rosier della sua nuova opera video Le massacre du printemps (2020). La presentazione è curata da Andrea Viliani e realizzata in collaborazione con Residency 80121.

 

In quest’opera Mathilde Rosier crea, come spesso nella sua pratica, una narrazione personale a partire da narrazioni esistenti. Le massacre du Printemps, definito dall’artista “una danza agraria su Napoli” è infatti ispirata alla Sagra della primavera (Le sacre du printemps), un balletto creato da Vaslav Nijinsky per i Ballets Russes nel 1913, su musiche di Igor Stravinsky. Il tema dell’opera è connesso anche alla figura dello scenografo e costumista del balletto originario, Nicholas Roerich, come scrive l’artista stessa: “L’atmosfera della pièce è catastrofica, Roerich pensava ad una fine del mondo imminente ma con la speranza di rinascita per un'umanità più saggia." 

 

A costituire lo scenario dell’opera, tre differenti luoghi matrice: le serre di Pompei, “metafore di come l’intensa produttività possa essere parte di un processo micidiale”; il porto industriale e il centro della città di Napoli, dove “l’inquinamento e l’incoerenza dell’attività umana danzano sul vulcano”; infine l’ex sito industriale e la baia di Pozzuoli, “una terra gravemente contaminata e un’area marittima abbandonata, la cui desolazione contrasta con una bellezza seducente”. 

L’opera si suddivide in due parti, che interrogano i principi stessi del balletto originario. Nel primo atto dell’opera di Stravinsky, intitolato The Adoration of Earth, la coreografia si richiama alle danze agricole della Russia pagana. Per Rosier i danzatori, imitando i movimenti e i gesti degli agricoltori nei campi, il modo in cui essi toccano la terra, connettono l’atto dell’adorare la terra con l’inizio di quella che di fatto sarà la sua esplorazione, e quindi il suo progressivo sfruttamento. Per questo l’“adorazione” del balletto originale si rivela in realtà, per Rosier, l’inizio di un inarrestabile “sfruttamento” (The Exploitation of Earth) come spiega l’artista: “i contadini diventano spighe di grano, il destino dell’umanità si lega a quello delle piante. Trattiamo noi stessi come trattiamo le piante, industrializzate, mercificate. La cieca ricerca della crescita, dell'avidità, la cupidigia, riflettono solo la nostra incapacità di essere soddisfatti. Questa insoddisfazione senza fondo è la ragione del disastro." 

Opere esposte

Orari e biglietti

Indirizzo

Via Settembrini (Palazzo Donnaregina) , 79
80139 Napoli

Altri contatti

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