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conclusa Open Studio Marzo

La mostra

Cripta747 è lieta di presentare i lavori realizzati dagli artisti João Drumond, Pete Fleming e Emmy Skensved durante la loro permanenza in Studio.
L'open studio del 28 marzo inaugura la terza edizione di Cripta747 Studio, programma di studi in condivisione chequest'anno ospiterà 13 artisti e un curatore provenienti da Canada, Francia, Gran Bretagna, Italia, Lituania, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna.

Emmy Skensved, canadese, dal 2007 vive e lavora a Berlino. Nel suo lavoro utilizza linguaggi differenti che vanno dall'animazione digitale, all’installazione, dal suono al web design per indagare tematiche legate alle nuove tecnologie, all'economia, allo sfruttamento del corpo, alle sottoculture e ai rituali sociali. In una sua recente mostra, Room & Bored, alla Polansky Gallery di Praga, l’artista ha affrontato il tema della solitudine nell'era digitale. Nello spazio espositivo, un'installazione site-specific invitava il visitatore al riposo e all'isolamento momentaneo per far considerare l'ozio e la noia come componenti necessarie per l'introspezione e il processo creativo. In residenza Emmy Skensved ha portato avanti la ricerca su queste tematiche correlate al concetto di "presenza", lavorando con elementi sia audio che scultorei al fine di creare un'installazione affronti il significato dell’essere fisicamente presenti nel presente iper-connesso in cui viviamo.

João Drumond, è nato nel 1990, in Portogallo sull’isola di Madeira. Attraverso il disegno, la pittura, le arti grafiche e la produzione di artefatti l’artista indaga questioni legate al linguaggio, alla salute mentale e a problematiche ambientali attuali. Dal 2016, anno in cui si trasferisce a Berlino, la sua ricerca si concentra sul tema dell'acqua, in particolare sull’aspetto geologico, sulle riserve idriche, ma anche sul trattamento delle acque per uso domestico e sul sistema di fornitura dell’acqua prendendo in considerazione l’impatto che ha nella nostra vita quotidiana. In residenza l’artista, ha analizzato problematiche contemporanee e future legate all'acqua sul territorio torinese e in Italia, soffermandosi sulle infrastrutture di approvvigionamento, sull'impatto ambientale dello spreco di acqua, e sugli effetti della sua scarsità o abbondanza sugli ecosistemi.

Pete Fleming, inglese, nato nel 1987, attualmente vive e lavora a Oslo. La ricerca dell’artista affronta il ruolo dell’immagine digitale da un punto di vista materialistico. Attraverso, la luce, realizza delle installazioni che ne esplorano la natura sensuale e tattile e in cui le immagini non sono "entità" distinte, ma, citando Karen Barad, fenomeni soggetti ad una continua riconfigurazione. Il suo lavoro tradisce un ottimismo verso tutto ciò che è indefinito, indeterminato, una posizione di valore e speranza nell’incertezza.

Le ricerche degli artisti in residenza a marzo sono accompagnate da un approfondimento critico curato da Vincenzo Estremo, scrittore, art writer, editor in chief per Droste Effect magazine e docente di “Teoria e Metodo dei Mass Media” presso la NABA, Milano.

Opere esposte

Orari e biglietti

Indirizzo

Via Catania, 15/F
10154 Torino

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