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conclusa John Torreano

A cura di: Andrea Busto

La mostra

Il Museo Ettore Fico è lieto di presentare la prima mostra antologica dell'artista americano John Torreano

 

Il percorso artistico di John Torreano inizia in modo significativo tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio dei Sessanta in un clima post-bellico e in un fermento culturale occidentale che genera e elabora importanti istanze sociali ed economiche. L'inarrestabile crescita del prodotto interno lordo americano di quegli anni, la Guerra Fredda e quella del Vietnam, la nascita del consumismo ma anche del benessere, la rivoluzione nera di Martin Luther King e quella di Kennedy, sono gli scenari in cui l'artista vive ed da vita alla sua poetica personale. Fin da subito il suo interesse è indiscutibilmente rivolto alla pittura come mezzo tradizionale e utilizzato però secondo estetiche e tecniche contemporanee. La sua chiave espressiva si muove in modo molto libero e si avvale di forme e formalismi in voga in quel tempo. Sono evidenti fin dagli esordi i suoi interessi preponderanti: lo spazio, la campitura e le stesure coloristiche, i soggetti senza ombra come sospesi e ritagliati nel vuoto, la ricerca sulla tridimensionalità mutuata sia dall'optical che dal pop. Inoltre, il quadro come oggetto/forma tridimensionale, è alla base di un approfondimento stilistico che sarà per lui motivo di indagine fino a oggi. 

 

John Torreano arrivò a New York alla fine degli Anni Sessanta, in un periodo di esplosiva creatività dove nuove generazioni di artisti iniziavano a proporre approcci sperimentali tanto alla forma quanto al contenuto. La loro enfasi su materiali nuovi, immaginando applicazioni tradizionali, e il loro veemente rigetto dell’astrazione gestuale che li ha preceduti costituì le fondamenta del Minimalismo, una metodologia che enfatizzava la geometria, le forme ridotte, e la materialità. Una figura chiave in questa generazione di artisti fu Richard Artschwager, e fu proprio un incontro fortuito con lui nel 1967 che ispirò Torreano a recarsi a New York City. “All’epoca insegnavo all'Università del Sud Dakota, a Vermillion, e Richard fu invitato in qualità di artista ospite. Non avevo mai visto i suoi lavori prima, e immediatamente vi sentì una connessione. Amavo l'idea che un quadro potesse essere anche una scultura ed un disegno allo stesso tempo. A quel tempo, tutti coloro insieme a cui insegnavo sarebbero andati sulla West Coast o la East Coast. Io pensai che, se Richard era a New York, allora era lì che io volevo essere”. Atterrato a New York nel 1968, Torreano fece amicizia con un circolo di artisti che condividevano il suo entusiasmo e la sua ambizione. La sua prima casa fu un loft al numero 81 di Greene Street a Soho, allora centro del mondo artistico di New York grazie alla facile disponibilità di grandi spazi sgombri (anche se spesso privi di tubature e con riscaldamenti rudimentali). “Gli artisti che conoscevo al tempo - Ron Gorchov, Bob Grosvenor, David Reed, Bill Jensen, Lynda Benglis, e Jennifer Bartlett - stavano lavorando su svariati concetti riguardo che cosa potesse essere l'Arte. 

Orari e biglietti

Indirizzo

via Francesco Cigna 114
10155 Torino

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