L’odierno Museo Diocesano d’Arte Sacra (MUDAS) di Catanzaro-Squillace, oggi unica realtà museale, nasce dalla fusione istituzionale delle due sedi distaccate di Squillace e Catanzaro, create in due momenti diversi, rispettivamente nel 1984 e nel 1997. Le due sedi, ubicate negli storici palazzi dei vescovi, mentre sottolineano l’originaria e distinta storia di due diocesi un tempo confinanti e diverse, raccontano ora la nuova fase, iniziata nel 1986, in cui le due realtà sono state unite sotto la guida di un unico pastore.
Tra i beni esposti si segnalano per la sede di Catanzaro, le vesti sacre liturgiche di manifattura catanzarese e non, risalenti anche al seicento, il baldacchino dell’argentiere Antonio Abate datato 1856, l’ostensorio in argento del 1782, e il quadro raffigurante San Nicola in fase di studio aquisito con perizia come opera di Mattia Preti maturo, per Squillace le sculture quattro e cinquecentesche dalla cattedrale, non mancano ovviamente pitture ed argenterie come il calice detto d’oro del 1762 e la pianeta Borgia di manifattura siciliana del XVII sec. Oltre ad altri pezzi provenienti da chiese e conventi non più esistenti.