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Pinacoteca del Castello Sforzesco verified

Milano, Lombardia, IT chiuso visita il museoarrow_right_alt

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Filippo Lippi - Madonna dell'Umiltà
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Alessandro Magnasco, detto Lissandrino - Il mercato del Verziere
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Bernardo Bellotto - Il Palazzo dei Giuristi e la Corte di Giustizia di Milano
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Antonio Allegri, detto il Correggio - Madonna Bolognini
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Lorenzo Lotto - Ritratto di giovane con petrarchino
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Giovanni Antonio Canal, detto Canaletto - Il Molo verso la riva degli Schiavoni con la colonna di San Marco
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Andrea Mantegna - La Madonna in gloria e santi Giovanni Battista, Gregorio Magno, Benedetto e Gerolamo
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Francesco Galli - Madonna Lia
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Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone - Pentecoste
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Vincenzo Foppa - Madonna del libro
Filippo Lippi - Madonna dell'Umiltà
Alessandro Magnasco, detto Lissandrino - Il mercato del Verziere
Bernardo Bellotto - Il Palazzo dei Giuristi e la Corte di Giustizia di Milano
Antonio Allegri, detto il Correggio - Madonna Bolognini
Lorenzo Lotto - Ritratto di giovane con petrarchino
Giovanni Antonio Canal, detto Canaletto - Il Molo verso la riva degli Schiavoni con la colonna di San Marco
Andrea Mantegna - La Madonna in gloria e santi Giovanni Battista, Gregorio Magno, Benedetto e Gerolamo
Francesco Galli - Madonna Lia
Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone - Pentecoste
Vincenzo Foppa - Madonna del libro

Altre opere esposte

Descrizione

Nel ricco legato destinato al Comune di Milano nel 1863 per volontà di Antonio Guasconi figura la piccola tavola che, con il soprannome di Madonna del libro, è diventata l’icona della Pinacoteca. Si è scelto questo quadro perché è una delle testimonianze più intense realizzate da Vincenzo Foppa, caposcuola indiscusso del Rinascimento in Lombardia. La Madonna e il Bambino emergono in modo perentorio da uno spazio che diventa reale grazie all’inganno della finta cornice; il libro aperto e tenuto di scorcio aumenta l’illusione della scena raffigurata. Su questo impianto di geometrica sapienza si innesta la qualità della materia pittorica, la scelta assai personale delle gamme grigio argentee e l’intensità espressiva delle figure modulata nel volto toccante della Madonna e in quello di Gesù Bambino che sembra prevedere il proprio destino. Le dimensioni del dipinto rivelano l’uso originale dell’immagine, probabilmente posta in un ambiente privato ad altezza d’uomo. Questa posizione permetteva di leggere l’iscrizione latina che corre lungo i tre lati della cornice, proponendo le parole iniziali della preghiera in onore dell’Immacolata Concezione secondo il dogma professato da papa Sisto V, elemento che consente di datare il dipinto non oltre il 1475.

Altre opere a Milano

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