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Jacopo Robusti, detto Tintoretto - La caduta di Fetonte
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Diego Rodríguez de Silva y Velázquez - Ritratto di Francesco I
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Gian Lorenzo Bernini - Ritratto di Francesco I
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Prospero Clemente - Busto di Ercole II d'Este
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Domenico Galli - Violoncello
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Spinario
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Annibale Carracci - Venere e Amore
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Arpa Estense
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Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino - Venere, Marte e Amore
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Guido Mazzoni - Testa di vecchio
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Antonio Raggi - Amor sacro e Amor profano
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Pier Jacopo Alari Bonacolsi, detto l'Antico - Vaso Gonzaga
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Altre opere esposte

Descrizione

Il busto fu realizzato da Prospero Sogari Spani detto il Clemente (Reggio Emilia, 1516-1584), su commissione del duca Ercole II d’Este (1508-1559) il quale, dietro suggerimento del fratello cardinale Ippolito, aveva scelto come proprio emblema la raffigurazione della Pazienza, cui aveva dedicato un “camerino” nel Castello Estense di Ferrara, ornato a sua volta da un dipinto di Camillo Filippi con la medesima allegoria e anche da questo busto. Degna di nota è la corazza istoriata che rappresenta appunto la Pazienza come una donna legata in attesa di liberarsi grazie alle gocce d’acqua che cadono da una brocca sulla catena cui è legata. Il profilo elegante e delicato dell’effigiato, così come l’abbondanza di dettagli e di preziosismi che ricoprono non solo il busto ma anche la base, sono un esempio di quel linguaggio sofisticato che caratterizza il manierismo emiliano, che vedeva esponenti di spicco in personalità quali Parmigianino (1503-1540), Girolamo Mazzola Bedoli (1500-1569), Lelio Orsi (1511-1587), Nicolò dell’Abate (1512-1571) e Francesco Primaticcio (1504-1570).

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