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MAGA - Museo Arte Gallarate verified

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Silvio Zanella - Case e Colline
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Atanasio Soldati - Ambiguità
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Massimo Bartolini - Un paesaggio da lontano
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Enrico Prampolini - Composizione
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Gianni Colombo - Spazio Elastico
Silvio Zanella - Case e Colline
Atanasio Soldati - Ambiguità
Massimo Bartolini - Un paesaggio da lontano
Enrico Prampolini - Composizione
Gianni Colombo - Spazio Elastico

Altre opere esposte

Descrizione

Un paesaggio da lontano è l’installazione che Massimo Bartolini ha presentato al museo MAGA all’interno del progetto “Twister. Rete musei Lombardia per l’arte contemporanea”. Il progetto, del 2009, che ha visto coinvolte le principali istituzioni museali della Lombardia, aveva il duplice obiettivo di accrescerne le collezioni attraverso l’acquisizione di un ‘opera e promuovere un intervento site-specific che andasse a modificare in modo permanente i luoghi circostanti i musei. Così è stato anche per l’opera di Bartolini, che ha lavorato sulla soglia e il confine tra spazio pubblico e spazio del museo, luogo che a sua volta è, per sua natura, sia pubblico sia privato. Da sempre interessato a modificare il luogo in cui opera o a ricostruirlo, Bartolini interviene - come afferma Laura Cherubini – “celando e sublimando gli sforzi della progettazione e della preparazione”. Infatti, a fronte di uno studio spesso complesso e che arriva ad interessare ambiti disciplinari diversi, i suoi interventi artistici spesso si traducono in oggetti estremamente leggeri e delicati. Le sue installazioni diventano luoghi contemplativi, di sospensione, di passaggio e rivelazione. Un paesaggio da lontano si inserisce nell’ambiente confondendosi: le aste prolungate della cancellata, soluzione semplice ma efficacissima, ricordano i boschi di pioppi delle pianure, evanescenti perché avvolti nella nebbia, con i contorni che si fondono con il cielo e col terreno come la figura dell’axis mundi. La modalità relazionale che Bartolini innesca è multipla: egli esplora i territori e lascia un segno leggerissimo che collega cielo e terra, spazi differenti, uomo e paesaggio, come afferma lo stesso artista parlando della genesi dell’opera: “Mi premevano le relazioni paesaggistiche, di conseguenza anche il pubblico, anche le persone, sono paesaggio”.

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