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Evgeny Antufiev - Untitled
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Jules de Balincourt - Psychedelic Soldier
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Chantal Joffe - Bumptious Mansions
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Alessandra Ariatti - Rosanna e Vanna. Le risorse del tempo
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Jacob Kassay - Untitled
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Krištof Kintera - Systemus Postnaturalis (dettaglio)
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Alessandro Pessoli - Fiamma pilota
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Enoc Perez - Casa Malaparte (Day)
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Gert Tobias; Uwe Tobias - Ohne Titel
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Thomas Scheibitz - ECLECTICA
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Claudio Parmiggiani - Caspar David Friedrich
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Mimmo Paladino - Cimento
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Jannis Kounellis - Senza Titolo
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Altre opere esposte

Descrizione

Il dipinto fa parte di un progetto più ampio dal titolo "Parallel Universe", costituito da cinque nuove opere che, come spesso accade nel lavoro di questo artista, sono state dipinte contemporaneamente, nel medesimo studio, così che durante la loro realizzazione esse sono entrate in dialogo tra loro, divenendo il risultato di uno stesso processo creativo. De Balincourt ha un approccio alla pittura fortemente intuitivo, che privilegia uno sviluppo organico delle opere, le quali prendono così specificamente forma sia singolarmente che come insieme. I dipinti di "Parallel Universe" possono perciò essere letti come una mappa di parti liberamente intrecciate, tesa ad esplorare e registrare le relazioni che intercorrono tra rappresentazione, astrazione e gesto pittorico. Le sue sono immagini che sconfinano nell’astrazione, sono più simboliche che diagrammatiche e possono quindi essere viste come un'esigenza liberatoria, non solo nel senso di un progressivo spostamento dalla figurazione all'astrazione, ma anche in termini di affrancamento da modalità di pensiero razionale e oggettivo. "Psychedelic Soldier" può costituire una sorta di autoritratto per un artista che raramente si rappresenta apertamente nelle sue opere. Il quadro diventa il paradigma di un’esplorazione di tecniche pittoriche di "mimetizzazione”, un celarsi sotto gli occhi di tutti, un’immersione nell'ambiente circostante. La mimetizzazione, nel conferire al lavoro dell'artista una complessa trasparenza, può così essere considerata metafora del gesto pittorico in generale e della stratificazione di immagini in questa mostra. Il volto del soldato e la superficie del mappamondo, per esempio, possono sottintendere modalità diverse di rappresentare un paesaggio o uno spazio conflittuale. Per de Balincourt la divisa mimetica che i soldati indossano nelle zone di guerra li rende ancor più visibili anziché fonderli con lo spazio circostante e, per assurdo, li trasforma in potenziali bersagli. Il dipinto diventa così una protesta contro l'assurdità della guerra.

Altre opere a Reggio Emilia

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