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Casa degli Umiliati verified

Monza, Lombardia, IT chiuso visita il museoarrow_right_alt

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Francesco Hayez - Ritratto di giovane donna
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Natura morta con cacciagione, frutta e cesto
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Giovanni Battista Caracciolo, detto Battistello - Andata al Calvario
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Mosè Bianchi - Nel Duomo d Monza
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Guido Cinotti - Passaggio montano con neve
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Fausto Pirandello - Nudo allo specchio
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Anselmo Bucci - Autoritratto
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Pompeo Mariani - Veduta del Cairo
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Emilio Borsa - Mulini a Monza
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Eugenio Spreafico - Dal lavoro. Il ritorno dalla filanda
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Giuseppe Meda - Compianto sul Cristo morto con San Giovanni Battista
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Simone Pellegrini - La libagione
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Giuseppe Grandi - Busto femminile
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Angelo Inganni - Veduta della contrada nuova in Monza
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Arturo Martini - Leda col cigno
Francesco Hayez - Ritratto di giovane donna
Natura morta con cacciagione, frutta e cesto
Giovanni Battista Caracciolo, detto Battistello - Andata al Calvario
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Fausto Pirandello - Nudo allo specchio
Anselmo Bucci - Autoritratto
Pompeo Mariani - Veduta del Cairo
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Giuseppe Grandi - Busto femminile
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Altre opere esposte

Descrizione

L’affresco, strappato e riportato su tela, rappresenta il momento in cui Maria stringe tra le braccia il corpo esanime del Figlio deposto dalla croce, mentre la Maddalena piange reggendo le gambe di Gesù e Giuseppe di Arimatea porta al volto la mano del defunto. Accanto al gruppo dei dolenti appare la figura – incongrua in base al racconto evangelico – di san Giovanni Battista, riconoscibile dalla veste di peli di cammello. Ai piedi del gruppo, in particolare evidenza, un chiodo e la corona di spine che, insieme alla presenza del Battista, rimandano alla collocazione monzese del dipinto: il Battista è infatti il patrono della città, mentre gli strumenti della Passione alludono alle reliquie venerate in Duomo, in particolare al Santo Chiodo custodito nella Corona Ferrea. L’affresco proviene dalla Casa degli Umiliati – oggi sede del museo – da dove fu strappato nel 1932 quando l’edificio era adibito a sede della Regia Pretura; al momento del distacco se ne attribuiva la paternità a Simone Peterzano, ma a seguito di successive ricerche e confronti stilistici è molto più plausibile che l’autore dell’affresco sia Giuseppe Meda, attivo in quegli stessi anni nel vicino Duomo di Monza. Il dipinto è caratterizzato dai modi eleganti di un disegno di gusto manieristico, con calibrata evidenza dei gesti e delle espressioni e rimandi a modelli michelangioleschi.

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