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Museo delle Arti Decorative verified

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Bartolomeo Suardi, detto Bramantino - Arazzo con la rappresentazione di Dicembre
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Bartolomeo Suardi, detto Bramantino - Arazzo con la rappresentazione di Gennaio
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Bartolomeo Suardi, detto Bramantino - Arazzo con la rappresentazione di Febbraio
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Compasso geometrico militare di Galileo Galilei
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Gesù crocifisso tra i due ladroni
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Alzata Gonzaga
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Gio Ponti; Libero Andreotti - Cista blu
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Otto Imperator
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Cassettina dei Santi Cipriano e Giustina
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Versatoio
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Ostensorio di Voghera
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Scipione Delfinone; Camillo da Posterla - Il Gonfalone di Milano
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Marie al sepolcro
Bartolomeo Suardi, detto Bramantino - Arazzo con la rappresentazione di Dicembre
Bartolomeo Suardi, detto Bramantino - Arazzo con la rappresentazione di Gennaio
Bartolomeo Suardi, detto Bramantino - Arazzo con la rappresentazione di Febbraio
Compasso geometrico militare di Galileo Galilei
Gesù crocifisso tra i due ladroni
Alzata Gonzaga
Gio Ponti; Libero Andreotti - Cista blu
Otto Imperator
Cassettina dei Santi Cipriano e Giustina
Versatoio
Ostensorio di Voghera
Scipione Delfinone; Camillo da Posterla - Il Gonfalone di Milano
Marie al sepolcro

Altre opere esposte

Descrizione

Tra i numerosi e notevoli pezzi che compongono l’ampia raccolta di ceramiche del Castello, si distingue, per la raffinatezza della decorazione, questo versatoio in maiolica, attribuito alla bottega dei Patanazzi, maiolicari di grande fama che operarono a Urbino nella seconda metà del XVI secolo. Il versatoio faceva parte del servizio con il motto ARDET IN AETERNUM (brucia in eterno) commissionato dal duca di Ferrara Alfonso II d’Este per le sue nozze con Margherita Gonzaga nel 1579. Il Museo possiede di questo pregevole servizio altri tre pezzi, un’anfora, un piattello e una coppa. L’impresa, dipinta sul collo del versatoio, raffigura l'asbesto in fiamme. Questo minerale (più noto come amianto), il cui nome in greco significa inestinguibile, e il motto “brucia in eterno”, inquadrato in due cartigli ricurvi tra due sfingi, esaltano simbolicamente la fiamma dell’amore e la sua inestinguibilità. Il versatoio, la cui forma è ripresa da brocche contemporanee in metalli pregiati, è riccamente decorato sulla fascia superiore e inferiore “a grottesche”, con uccelli e creature fantastiche, mentre sulla fascia mediana della pancia sono dipinte le divinità marine, tra le quali si distingue un dio fluviale che regge un timone tra due figure metà centauri e metà tritoni. Tutti questi soggetti sono ispirati alla pittura di Raffaello, diffusa nelle botteghe dei maiolicari attraverso il repertorio delle incisioni.

Altre opere a Milano

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