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Museo Archeologico Egizio di Milano verified

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Statuetta mummiforme
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La dea gatta
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Sarcofago di Peftjauauyaset
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Frammento del libro dei Morti di Pashed
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Modelli per scultore
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Modelli per scultore
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Statua-cubo di dignitario
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Statua di Amenehat III
Statuetta mummiforme
La dea gatta
Sarcofago di Peftjauauyaset
Frammento del libro dei Morti di Pashed
Modelli per scultore
Modelli per scultore
Statua-cubo di dignitario
Statua di Amenehat III

Altre opere esposte

Descrizione

Le due pregevoli statuette, dall’aspetto mummiforme, appartenevano al corredo funerario del medico-sacerdote Imenmes “Incantatore di Serket” (dea-scorpione). Gli occhi a mandorla, il volto allungato, le labbra carnose rimandano all’arte sorta durante il regno di Akhenaton (1351-1334 a.C.) e proseguita nel periodo immediatamente seguente. L’ushabty, che vuol dire “rispondente”, aveva il compito di rispondere al posto del defunto alla chiamata ai lavori nei campi di Osiride, collocati nell’Aldilà. Posizionati nelle tombe sia di reali che di privati a partire dal Medio Regno, inizialmente erano esemplari unici, ma con l’andar del tempo il loro numero crebbe fino a raggiungere, nel tardo Nuovo Regno, il numero (ideale) di 365 ushabty, uno per ogni giorno dell’anno.

Altre opere a Milano

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