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Civico Museo Archeologico di Milano verified

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Testa di Giove
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Pavimento
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Coppa di Lovere
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Pavimento A
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Pavimento B
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Altare dipinto
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Coppa Diatreta Trivulzio
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Patera (piatto) di Parabiago
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Eracle in riposo
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Ritratto (forse Massimiano)
Testa di Giove
Pavimento
Coppa di Lovere
Pavimento A
Pavimento B
Altare dipinto
Coppa Diatreta Trivulzio
Patera (piatto) di Parabiago
Eracle in riposo
Ritratto (forse Massimiano)

Altre opere esposte

Descrizione

Il frammento di pavimentazione è stato recuperato durante le indagini svoltesi intorno alla metà del secolo scorso nei pressi di Corso Europa, area anticamente occupata dal grandioso complesso delle terme pubbliche erette per volontà dell’imperatore Massimiano Erculeo nel settore orientale della città. I ritrovamenti degli ultimi due secoli hanno riportato in luce tratti delle fondazioni murarie, frammenti pavimentali, scultorei e architettonici, e garantito una ricostruzione planimetrica dell’edificio derivata direttamente dai modelli elaborati nella Roma di I secolo d.C., poi diffusisi capillarmente nella maggior parte delle terre dell’Impero: un percorso anulare sviluppato su più ambienti disposti simmetricamente intorno ad un asse centrale, attraverso sale per i bagni, spogliatoi, saune e vapori caldi, oltre a un grande cortile adibito a palestra. L’intera superficie pavimentale era decorata con un motivo a meandri neri intrecciati continui su fondo bianco, con trecce bicrome negli spazi di risulta entro campo rettangolare a sfondo nero; nelle zone angolari erano quattro riquadri a doppia cornice e pelte, con i busti delle personificazioni delle stagioni entro tondi ghirlandati (si conserva quello della primavera presso la Biblioteca Ambrosiana). Il mosaico apparteneva con ogni probabilità ad un vano non riscaldato del complesso termale, forse un apodyterium (spogliatoio) dalle dimensioni di circa 30 x 15 m. Le analisi petrografiche hanno permesso di ricondurre i materiali litici impiegati per le tessere musive a calcari provenienti dall’area bresciana e veronese, sfruttati in città -in generale in diversi comparti territoriali lombardi, piemontesi ed emiliani- fin dall’età augustea (si ricordi la pavimentazione del foro composta da lastre in calcare bianco della Valpolicella, oggi visibile nei sotterranei della Biblioteca Ambrosiana).

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