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Museo delle Arti Decorative verified

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Bartolomeo Suardi, detto Bramantino - Arazzo con la rappresentazione di Dicembre
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Bartolomeo Suardi, detto Bramantino - Arazzo con la rappresentazione di Gennaio
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Bartolomeo Suardi, detto Bramantino - Arazzo con la rappresentazione di Febbraio
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Compasso geometrico militare di Galileo Galilei
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Gesù crocifisso tra i due ladroni
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Alzata Gonzaga
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Gio Ponti; Libero Andreotti - Cista blu
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Otto Imperator
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Cassettina dei Santi Cipriano e Giustina
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Versatoio
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Ostensorio di Voghera
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Scipione Delfinone; Camillo da Posterla - Il Gonfalone di Milano
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Marie al sepolcro
Bartolomeo Suardi, detto Bramantino - Arazzo con la rappresentazione di Dicembre
Bartolomeo Suardi, detto Bramantino - Arazzo con la rappresentazione di Gennaio
Bartolomeo Suardi, detto Bramantino - Arazzo con la rappresentazione di Febbraio
Compasso geometrico militare di Galileo Galilei
Gesù crocifisso tra i due ladroni
Alzata Gonzaga
Gio Ponti; Libero Andreotti - Cista blu
Otto Imperator
Cassettina dei Santi Cipriano e Giustina
Versatoio
Ostensorio di Voghera
Scipione Delfinone; Camillo da Posterla - Il Gonfalone di Milano
Marie al sepolcro

Altre opere esposte

Descrizione

La scena rappresenta un imperatore della stirpe degli Ottoni con la moglie e il piccolo figlio già incoronato, inginocchiati in atto di rendere omaggio a Cristo in trono, nella posa della proskynesis, il gesto con cui si rendeva omaggio agli imperatori bizantini. A fianco del Salvatore, cui allude l’iscrizione IHS XPS sono, in piedi a sinistra, San Maurizio, a destra Maria, indicati dalle iscrizioni ai lati, mentre più in alto sono collocati due angeli in volo. La pedana su cui posa la famiglia imperiale reca l’iscrizione OTTO IMPERATOR, che non risolve però il problema dell’identificazione tra Ottone I e Ottone II. Tuttavia l'età assai ridotta del giovane principe, che porta già la corona ed è quindi già associato al potere del padre, fa propendere per un'identificazione a favore di Ottone II, Teofano e Ottone III: se l'ìpotesi fosse fondata, la placchetta potrebbe essere stata prodotta a Milano in occasione della visita di Ottone II nel 983, quando Ottone III aveva solo tre anni. L’eleganza della composizione e dello stile, che trovano conferma in altre opere milanesi del X secolo, come il ciborio della basilica di Sant'Ambrogio, confermano il ruolo giocato da Milano e dall’Italia settentrionale nella creazione della sofisticata arte ottoniana. L’avorio apparteneva alla Collezione Trivulzio ed è entrato nel 1935 nelle Raccolte Civiche.

Altre opere a Milano

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