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MANDA - Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo - Villa Frigerj verified

Chieti, Abruzzo, IT chiuso visita il museoarrow_right_alt

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Guerriero di Capestrano
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Ercole Curino
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Heracles Epitrapezios
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Statua togata da Foruli
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Statua di discoforo con testa ritratto da Foruli
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Statua di personaggio di rango militare da Foruli
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Zeus
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Ritratto da Alba Fucens
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Ritratto virile da Alba Fucens
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Osiride stante mummiforme
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Corazza a tre dischi
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Fibula in bronzo
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Calzari di Campovalano
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Padella
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Olla
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Anello
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Tabulae patronatus di Amiternum
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Ara in bronzo
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Antefissa (n. 2)
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Antefissa (n. 1)
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Volto
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Senza titolo
Guerriero di Capestrano
Ercole Curino
Heracles Epitrapezios
Statua togata da Foruli
Statua di discoforo con testa ritratto da Foruli
Statua di personaggio di rango militare da Foruli
Zeus
Ritratto da Alba Fucens
Ritratto virile da Alba Fucens
Osiride stante mummiforme
Corazza a tre dischi
Fibula in bronzo
Calzari di Campovalano
Padella
Olla
Anello
Tabulae patronatus di Amiternum
Ara in bronzo
Antefissa (n. 2)
Antefissa (n. 1)
Volto
Senza titolo

Altre opere esposte

Descrizione

La celebre statua fu rinvenuta fortuitamente nel corso di lavori agricoli a Capestrano nel 1934. L’eccezionale scoperta diede avvio ad una serie di indagini archeologiche che portarono all’ individuazione di altri frammenti scultorei, quali il busto femminile ora noto come la “Dama di Capestrano”, un ulteriore busto maschile, in seguito battuto all’asta e acquistato per una collezione privata, e due basi litiche, oltre a 33 tombe.
La vicinanza dei frammenti alla tomba 3, a fossa, dal ricco corredo in parte disperso e l’orientamento peculiare di questa sepoltura rispetto alle altre ha fatto ipotizzare che la tomba potesse appartenere ad una figura di alto rango, che fosse racchiusa da un tumulo o da un circolo di pietre e che le statue avessero la funzione di ornare la sepoltura. Le caratteristiche scultoree del Guerriero e della Dama inducono infatti a considerarle non solo come opere prodotte su commissione da uno stesso artista ma anche come parte di un unico gruppo scultoreo raffigurante personaggi del medesimo nucleo familiare titolare della tomba.
La statua, eccezionalmente conservata per intero e con tracce visibili di colorazione, è realizzata in pietra calcarea locale e rappresenta una figura maschile stante, con piedi posati su una base litica e inquadrata lateralmente da due pilastri fino all’altezza delle spalle. Il Guerriero indossa una tòrque al collo, delle armille, una mitra sostenuta da un cinturone stretto lungo i fianchi, a protezione del ventre, e infine calzari. Il preminente ruolo sociale è evidenziato dalla dettagliata raffigurazione di armi da difesa, da offesa e da simboli del potere. Tra le armi da difesa figurano il grande elmo da parata, a larga tesa, con il cimiero di penne, e i dischi corazza indossati sul petto e sulla schiena. Tra le braccia piegate, una sul torace e l’altra sulla vita, sono presenti le armi offensive: la spada lunga, detta di tipo “Capestrano” e un coltello che serviva per mantenere tagliente il filo della spada. Le impugnature di entrambe le armi presentano decorazioni con fregi antropomorfi e zoomorfi. Armi da offesa sono anche le lance con la punta rivolta in alto raffigurate sui pilastri laterali. L’ascia tenuta con la mano destra potrebbe richiamare le funzioni religiose e di potere prerogative dei capi.
La statua presenta anche un’epigrafe, incisa verticalmente su uno dei pilastri, all’ interno di una fascia di colore rosso. Il testo identifica il personaggio come Nevio Pomp(uled)io qualificandolo, molto probabilmente, come re. Stando alle caratteristiche tecniche, stilistiche ed epigrafiche è possibile datare il guerriero di Capestrano alla prima metà del VI secolo a.C.
La buona conservazione del colore rosso del Guerriero e della Dama suggerisce che le statue non rimasero esposte a lungo alle intemperie e che le fratture e le lacune nella zona inferiore del monumento siano imputabili ad un atto intenzionale di distruzione per operare una sorta di damnatio memoriae.

Altre opere a Chieti

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