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Jacopo Robusti, detto Tintoretto - La caduta di Fetonte
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Diego Rodríguez de Silva y Velázquez - Ritratto di Francesco I
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Gian Lorenzo Bernini - Ritratto di Francesco I
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Prospero Clemente - Busto di Ercole II d'Este
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Domenico Galli - Violoncello
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Spinario
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Annibale Carracci - Venere e Amore
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Arpa Estense
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Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino - Venere, Marte e Amore
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Guido Mazzoni - Testa di vecchio
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Antonio Raggi - Amor sacro e Amor profano
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Pier Jacopo Alari Bonacolsi, detto l'Antico - Vaso Gonzaga
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Altre opere esposte

Descrizione

L’ovale fu realizzato da Annibale Carracci (1560-1609) per una serie a cui lavorarono anche il fratello Agostino (1557-1602) e il cugino Ludovico (1555-1619) per la biblioteca privata di Cesare d’Este presso il Palazzo dei Diamanti a Ferrara. Gli ovali raffigurano una serie di divinità della mitologia classica secondo lo stile naturalista che i Carracci stavano sviluppando in quegli anni, fondendo le norme compositive l’importanza del disegno derivate dalla maniera fiorentina con il colorismo tipico dei veneziani. La serie è considerabile una prova importante per i Carracci di un ciclo pittorico ispirato all’antichità classica, in vista della Galleria Farnese di Roma, i cui lavori sarebbero iniziati nel 1597, nonché uno degli ultimi importanti cantieri estensi a Ferrara prima della devoluzione della città allo Stato Pontificio, che sarebbe avvenuta nel 1598.

Altre opere a Modena

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