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Casa degli Umiliati verified

Monza, Lombardia, IT chiuso visita il museoarrow_right_alt

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Francesco Hayez - Ritratto di giovane donna
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Natura morta con cacciagione, frutta e cesto
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Giovanni Battista Caracciolo, detto Battistello - Andata al Calvario
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Mosè Bianchi - Nel Duomo d Monza
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Guido Cinotti - Passaggio montano con neve
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Fausto Pirandello - Nudo allo specchio
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Anselmo Bucci - Autoritratto
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Pompeo Mariani - Veduta del Cairo
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Emilio Borsa - Mulini a Monza
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Eugenio Spreafico - Dal lavoro. Il ritorno dalla filanda
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Giuseppe Meda - Compianto sul Cristo morto con San Giovanni Battista
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Simone Pellegrini - La libagione
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Giuseppe Grandi - Busto femminile
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Angelo Inganni - Veduta della contrada nuova in Monza
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Arturo Martini - Leda col cigno
Francesco Hayez - Ritratto di giovane donna
Natura morta con cacciagione, frutta e cesto
Giovanni Battista Caracciolo, detto Battistello - Andata al Calvario
Mosè Bianchi - Nel Duomo d Monza
Guido Cinotti - Passaggio montano con neve
Fausto Pirandello - Nudo allo specchio
Anselmo Bucci - Autoritratto
Pompeo Mariani - Veduta del Cairo
Emilio Borsa - Mulini a Monza
Eugenio Spreafico - Dal lavoro. Il ritorno dalla filanda
Giuseppe Meda - Compianto sul Cristo morto con San Giovanni Battista
Simone Pellegrini - La libagione
Giuseppe Grandi - Busto femminile
Angelo Inganni - Veduta della contrada nuova in Monza
Arturo Martini - Leda col cigno

Altre opere esposte

Descrizione

La grande tela raffigura una veduta della Strada Ferdinandea (così denominata in occasione della visita a Monza di Ferdinando I d'Asburgo, ribattezzata poi Via Vittorio Emanuele in onore del primo re d’Italia), realizzata fra il 1838 e il 1847 sventrando e rettificando un tessuto urbano medievale nel pieno centro storico della città. La strada, parte del percorso militare austriaco verso il passo dello Spluga, appare affiancata da una cortina di sobri edifici ottocenteschi, alcuni dei quali ancora in costruzione; la veduta è presa da sotto i portici dell’Arengario, il medievale palazzo comunale di Monza, dove il pittore immortala con minuzia di particolari una serie di “quadretti” di vita quotidiana, descritti con quel tono elegante e misurato che fece dell’Inganni uno dei più apprezzati autori di vedute urbane nella Lombardia di metà ‘800.

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