spinner-caricamento
Share

Castello Aldobrandesco

Fulcro del Polo Museale di Arcidosso è la Fortezza Aldobrandesca, che ha mantenuto nel corso dei suoi undici secoli di vita la funzione pubblica, rendendolo un esempio raro e prezioso nel panorama italiano ed europeo, è uno dei Castelli medievali meglio conservati e più antichi d’Italia e d’Europa (sec. X) e uno dei pochi completamente accessibili al pubblico, suggestivo contenitore di collezioni di pregio, all’interno sono presenti quattro musei.

Le prime notizie certe dell'esistenza di un insediamento ad Arcidosso risalgono all'anno 860 e lo riportano come possedimento dei monaci dell’Abbazia ad Abbadia San Salvatore. Recenti studi archeologici hanno stabilito che, quando intorno al 1100 gli Aldobrandeschi decisero di costruire la torre maestra, la rocca possedeva di già un palazzo in pietra di due piani fatto edificare molto probabilmente dal Marchese tra il 970 e il 995.

La costruzione del primo nucleo del Castello intorno al quale si svilupperà il paese, è quindi databile intorno all'anno mille. Dal XI° al XIV° secolo fu feudo dei conti Aldobrandeschi, i quali lo trasformarono e lo ampliarono sopraelevando di due piani il palazzo, costruendo le sue torri e le due cinte murarie merlate, anch'esse provviste di torri; divenne un'importante roccaforte militare, estremo baluardo alla penetrazione di Siena nel territorio Amiatino, entrando a far parte dei possedimenti della potente famiglia, il cui dominio durò fino al 1331 quando il castello fu assediato e conquistato dai senesi. Guidoriccio da Fogliano nel 1331 lo cinse d'assedio per quattro mesi con un esercito senese di 4000 fanti e 400 cavalieri, ottenendone la resa.

Nella seconda metà del Cinquecento, a seguito della definitiva caduta di Siena, il luogo venne inglobato nel Granducato di Toscana e passò sotto lo stato Mediceo, Cosimo I stabilì ad Arcidosso molti uffici periferici, facendolo diventare un importante centro. In seguito alla riforma Leopoldina del 1786, che ridistribuì le terre demaniali ed ecclesiastiche, Arcidosso passò sotto i Lorena. Questo generò un cospicuo incremento demografico e la sua popolazione raggiunse quota 12.000 (quasi il triplo di quella attuale).

Oggi il Castello è la sede di quattro musei, viene utilizzato per ospitare eventi, mostre e cerimonie civili.  All’interno delle sale medievali :

-Museo di David Lazzaretti, ripercorre la vicenda umana e religiosa di David Lazzaretti (1834-1878), il “profeta dell’Amiata” e del suo movimento, tramite pannelli, oggetti e documenti.

-Collezione di Armi Emo Mecheroni, una raccolta di armi antiche, dal Medioevo al ‘900, differenti tipologie di armi bianche e da fuoco, fucili, bastone animato.

-Museo del Paesaggio Medievale, un percorso archeologico-artistico alla scoperta delle fortificazioni medievali in Amiata e in Maremma. -Torre Aldobrandesca, alla quale è possibile accedere fino alla sommità, alta 28 metri e godere del panorama a 360°

-Maco, è il Museo di Arte e Cultura Orientale, sorto grazie alla comunità Dzogchen di Merigar, presente sull’Amiata da oltre 40 anni. 

- Torre Aldobrandesca: è possibile salire sulla Torre, alta 28 metri, e godere del panorama a 360°

Tutte le sedi